Ceres Soft Ale: come volevasi dimostrare…

… è un pesce d’aprile!
Non era possibile che fosse altrimenti… vero è che in più casi chi si occupa di strategie web anche presso grandi aziende può commettere grossi errori… ma qui era troppo, come già avevo scritto… E in effetti, era tutto preparato. Anche ben fatto.

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Sul sito “ufficiale” sono ora presenti i “migliori” messaggi di “non benvenuto” a Soft Ale, con la chiara strategia di sottolineare l’unicità di Ceres, nonché il gioco goliardico in cui molti fan sono cascati… compresi gli scetticismi relativi al mettere nelle mani dei social un brand, più che un prodotto. Adesso è Ceres che gioca con tali messaggi, mettendoli in mostra.

ceres softale andrealombardi.com

Buon pesce d’aprile a tutti!

Ceres Soft Ale: bene bene, o male male!

ceres soft ale andrealombardi.com

Allora… in rete non si parla d’altro.
Ceres (in versione Soft Ale) pare abbia affidato la gestione dei social media a una banda di giovani folli alle prima armi, ma forse -chissà- si tratta di una operazione geniale che al primo di aprile ci svelerà il vero prodotto… Così voglio sperare per loro. 
Ne parlano tutti, Wired incluso.
Ad ogni modo, una delle peggiori fa riferimento all’uso per il cesso, ma la mia preferita rimane  “pure gazzetta dello sport la reputa stucchevole“.
Tra qualche giorno sono convinto che ne sapremo di più…

il significato dei selfie - andrealombardi.com

… perché i #selfie non sono tutti uguali!

Si parla molto del neologismo #selfie, ormai parola dell’anno, già di quel 2013 ormai andato.
Il selfie è l’essenza stessa della fotografia applicata ai social media. Perché rappresenta la propria figura in ottica di visibilità ed egocentrismo, perché il selfie è molto più che un autoscatto (una volta si chiamava così, ma attenzione: non è la stessa cosa).
Ma c’è selfie e selfie.

  • C’è un selfie relazionale: lo scatto ricordo con l’amico o il gruppo di amici. Si tratta del selfie “più banale”, ma forse anche più frequente
  • C’è un selfie VIP: lo scatto assieme al personaggio noto casualmente incontrato, dove ovviamente la foto ha senso quanto più il VIP in questione è di rilievo e ben riconoscibile. Dalla foto col Papa a quella con il calciatore di turno
  • C’è un selfie di luogo/geo-localizzato (molto diffuso): quando far vedere dove si è è in realtà il vero obiettivo dello scatto, una sorta di potenziamento dell’atto di registrarsi in un luogo
  • Esistono già da tempo selfie pubblicitari/virali: su tutti, quello di #Turkish #Airlines con protagonisti Kobe Bryant e Leo Messi (136 milioni di views su YouTube, ad oggi)
  • Cominciano a diffondersi selfie  drammatici, storici: il recente scatto di un sopravvissuto da un disastro aereo ne è il massimo esempio

 

selfie del disastro - andrealombardi.com

In ogni caso, comunque, il selfie serve un po’ a dire “guarda che esperienza sto vivendo”, “beccati questa”, “muori d’invidia”, o magari più semplicemente “guarda come sono figo”… ma in fondo Facebook e i social non servono un po’ alla stessa cosa?

Buon #selfie a tutti!

 

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Geniale campagna di una low cost canadese! (spero succeda anche a me al prossimo volo!)

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A Natale siamo tutti più buoni, e @WestJet lo è particolarmente. Se per caso vi capiterà, nei prossimi voli, che all’imbarco un Babbo Natale vi chieda che regalo vorreste… beh, come consiglio, non ponetevi limiti! 
Geniale comunicazione virale della low cost canadese, che soddisfa i desideri dei suoi clienti, all’arrivo, al ritiro bagagli… peccato solo per coloro che hanno chiesto un nuovo paio di calzini… mai “volare basso” con i desideri 😉

#WestJetChristmas #viral

youtube e streaming tv - andrealombardi.com

Grandi cambiamenti in vista per la TV e il video streaming

Come confermato da varie ricerche che già sto conducendo sul tema,  da fonti più che autorevoli, ma anche da un recente numero di Wired Italia (con un bel pezzo sul futuro che ci attende dalla televisione!), entro breve tempo c’è da aspettarsi vere rivoluzioni sul fronte della televisione, del modo di fruirne, dei player in gioco. La TV sarà sempre più via rete e sempre meno via parabola/antenna, ma non è solo un aspetto tecnico a cambiare: è il modo in cui si accederà alla programmazione, l’accesso alla coda lunga dell’offerta, il definitivo crollo dei tradizionali palinsesti.

E SKY? Con SKY GO  e MY SKY sembrerebbe aver avviato un processo di destrutturazione della programmazione… anche perché il sistema di on-demand/streaming che già è una realtà negli USA (grazie soprattutto a Netflix) sta arrivando anche da noi…
Prevedo molte ricerche su questi temi 😉

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Il rilievo del marketing non convenzionale e degli opinion leader

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Il filmaker Casey Neistat, negli Stati Uniti, è più che affermato: scrive e realizza video per diverse testate/siti, ha un gran seguito sui social media, di recente ha realizzato il suo primo spot (per Mercedes), his own way (molto creativo).
Ebbene, alcune settimane fa ha ripreso i folli acquirenti che hanno dormito all’ingresso dell’Appple Store di NY per aggiudicarsi i primi iPhone5S (presenti anche alcuni italiani!). Ecco il video, da lui interamente realizzato, del tutto in linea con il suo stile ironico, rapido, creativo. Ha totalizzato oltre un milione di views in sole 24 ore. Il botto, addirittura oltre ai suoi già elevati standard di visualizzazione.
Essendo ben realizzato, Apple ha ben pensato, alcuni giorni dopo, di usarlo (per altro eliminandone l’audio originale) come ringraziamento rivolto ai propri dipendenti… senza autorizzazione, “rubandolo” al videomaker che, naturalmente, di tutto ciò si è accorto grazie alla rete. Certamente non una bella azione da parte di Apple, ma la cosa sarebbe finita lì se… Nokia non avesse pensato di fare tesoro di ciò!
Infatti, pochi giorni dopo… il videomaker Casey Neistat riceve, al suo studio, un pacco con il nuovo smartphone Nokia (Lumia 1020) in omaggio, con un messaggio chiaro, che recita più o meno così: “sappiamo come sei rimasto male per aver visto le tue idee rubate (da Apple). Sii autentico, Casey… ci auguriamo che tu voglia usare questo per catturare alcuni futuri video, se ti va. Facciamo qualcosa insieme! I tuoi amici di Nokia

Alcune lezioni da questa storia, per i brand:
mai sottovalutare gli opinion leader, soprattutto se realizzano qualcosa che ha a che fare con il tuo marchio
– capitalizzare al massimo ogni azione possibile di marketing non convenzionale che abbia a che fare con la sensibilità di opinion leader (soprattutto se colti in momenti di “debolezza” nei confronti di brand competitor)
azioni di comunicazione virali sui social media rendono potenzialmente molto più che spot tradizionali, specie se in settori hi-tech/web

Che dire… complimenti a Nokia, e vedremo se Casey abbandonerà la sua GoPro, le DSLR o l’iPhone in favore del nuovo Lumia 1020!

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Gli spot SKY come esempio di videoreport per le qualitative

Chi ha SKY si è di certo imbattuto, negli ultimi mesi, in qualcuno degli spot della campagna “10 anni di SKY”, in cui vengono intervistati vari personaggi (famosi e non). Spot che danno voce ai consumatori ma anche ai massimi esponenti dei vari “mondi” che la TV a pagamento rappresenta, vero esempio di storytelling, di etnografia (le interviste sono a domicilio, o almeno così lasciano pensare: dunque sono percepite come “vere”). Ognuno dà la sua risposta, argomentando del perché e del come SKY gli ha cambiato la vita.

Si tratta di un ottimo esempio di come strutturare al meglio un videoreport: i punti chiave delle interviste che vengono ripresi e condensati… quante volte ci rendiamo conto che dalle interviste, dai focus o dalle etnografiche vengono fuori quelle 10-15 frasi che vorremmo fermare, che riassumono alla perfezione i risultati di ricerca? Bene: SKY lo ha capito, o meglio, attraverso la finzione dello spot ci mostra “il succo” di quel che si pensa del brand…

Questo è quel che si può fare con i videoreport. PowerPoint ha i tempi contati 😉

Il luglio delle ricerche qualitative, il solito delirio

Ebbene sì, la crisi c’è, si sente e si vede. Ma per nostra fortuna, il mercato delle ricerche ha ripreso a girare, e stando a questo giugno-luglio, parrebbe di essere tornati al periodo del 2007-2008.

Vero delirio, mille folli richieste, al solito lastminute, anzi, lastsecond… Ma due cose mi colpiscono, facendo un bilancio, finalmente (in questo 31 luglio) a lavori chiusi…

1) continua la richiesta. per quanto mi riguarda, dei video-report. Finalmente, il mercato delle presentazioni sembra smuoversi… forse davvero un giorno, nel rivedere i report di 60-100 diapositive in PowerPoint, sorrideremo… un po’ come se oggi vedessimo dei rapporti scritti a macchina da scrivere 😉

2) sta iniziando, decisamente, il periodo dei forum online (o web discussions, chiamiamole come vogliamo!). Fa effetto pensare che negli ultimi due mesi ho fatto più forum che focus group… e ne sono ben felice! Se usati in modo intelligente, sono un grande strumento… Ecco qui i ringraziamenti di un forum particolarmente piacevole (in quanto si parlava di musica!): come si può notare, anche chi viene intervistato si diverte, e non poco!